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Sos abbronzatura: le 5 regole d’oro per evitare le scottature

Postato da Margherita Rollino

Nel corso degli anni, la percezione sociale dell’abbronzatura ha subito una grandissima trasformazione. Chi di noi non ricorda in Via col vento Rossella O'Hara sempre attenta a riparare la pelle dal sole con il suo ombrellino di pizzo? Al tempo, infatti, una pelle abbronzata era sinonimo di povertà e non era socialmente ben accetta, perché solo chi svolgeva lavori manuali e umili all’aria aperta era esposto al sole, con l’ovvio risultato di averne la pelle scurita. I ricchi, invece, che potevano permettersi di non lavorare e passavano più ore al chiuso, non venivano a contatto con i raggi solari.

Oggi, al contrario, l’abbronzatura è addirittura ricercata anche fuori stagione, perché rappresenta la possibilità di viaggiare in paesi esotici e quindi uno status sociale elevato ed è anche diventata un simbolo di benessere, poiché associamo il colorito della nostra pelle al concetto di salute.

Perché l’abbronzatura sia sinonimo di benessere, deve essere presa su una pelle sana, idratata e luminosa. Per questo motivo è necessario esporsi ai raggi solari con buon senso e adeguate protezioni, soprattutto durante i primi giorni di esposizione.

Quali sono i rischi dell’esposizione al sole? 

Il sole genera radiazioni elettromagnetiche con un ampio spettro di lunghezze d’onda, tra cui, nella categoria degli ultravioletti troviamo gli ormai noti UVA e UVB.

Facciamo un po’ di chiarezza su quali siano le differenze tra questi diversi tipi di raggi.

I raggi UVA rappresentano il 95% delle radiazioni ultraviolette che raggiungono la terra, sono costanti tutto l’anno, oltrepassano nuvole e vetri e penetrano in profondità nel derma, stimolando la maturazione della melanina preesistente e alterandone la struttura a causa della rottura delle fibre di collagene e elastina. Nei casi più gravi, possono essere responsabili di forme cancerogene come il melanoma e il carcinoma cutaneo. Generalmente, non provocano eritemi o scottature ma danni a lungo termine, causando l’invecchiamento prematuro e la perdita di elasticità della pelle, con conseguente sviluppo di rughe, macchie solari e secchezza. L’esposizione agli UVA aumenta con la latitudine ed è massima nelle prime ore del mattino e in quelle pomeridiane: purtroppo, i filtri solari offrono scarsa protezione contro questi raggi.

I raggi UVB rappresentano solo il 5% delle radiazioni ultraviolette che raggiungono la Terra, ma sono più energetici dei precedenti e si concentrano soprattutto nei mesi estivi e nelle ore centrali della giornata. A differenza dei raggi UVA, vengono schermati dai vetri e dalla cheratina e melanina della pelle, che si comportano da filtri naturali. Gli UVB, infatti, penetrano solo lo strato epidermico, attivando la sintesi della melanina nuova (32-72 ore dopo l’esposizione): sono responsabili di eritemi e scottature e, più gravemente, hanno un effetto mutageno del DNA, ma non portano a reazioni sensibilizzanti o fotoallergie.

Il sole però non è solo nostro nemico: è fonte di vita e ha importanti effetti positivi sull’uomo, come il miglioramento del tono dell’umore e la sintesi della vitamina D

La vitamina D è molto importante per l’uomo poiché protegge da diverse malattie, come diabete giovanile, sclerosi multipla e artrite.

Si dovrebbe pertanto trovare un equilibrio salutare tra pelle e esposizione solare, seguendo una gradualità nell’esposizione, evitando gli eccessi e cercando di capire i tempi personali di resistenza: il nostro corpo è una macchina perfetta che ci avvisa sui nostri limiti, se solo impariamo ad ascoltarlo! 

Vediamo quindi insieme come trarre il massimo dei benefici del sole grazie a cinque semplici regole che ci aiuteranno ad ottenere un’abbronzatura sana e invidiabile:

REGOLA N° 1 – AVERE PAZIENZA!

Siamo i figli della generazione del “tutto e subito” e, per non smentirci, anche in questo caso vorremmo ottenere in pochissimi giorni un’abbronzatura a regola d’arte, dimenticandoci però che la funzione primaria dell’abbronzatura non è certo quella di farci apparire più coloriti, ma quella di proteggere le cellule cutanee. Occorre quindi avere pazienza e rispettare il tempo necessario alla pelle per sviluppare le sue protezioni fisiologiche.

REGOLA N° 2 – NON ECCEDERE

Quante volte ci siamo sentiti ripetere di non esporci al sole nelle ore più calde, tra le 11 e le 15? Questo perché proprio in questa fascia oraria i raggi del sole sono più carichi di radiazioni e superano con facilità le difese della pelle.

Quello che però non tutti sanno è che il fotodanneggiamento è tanto più intenso quanto più comincia precocemente nell’infanzia, a seguito di lunghe esposizioni non adeguatamente protette. Meglio quindi non stare troppo al sole in giovane età e fare molta attenzione alle ustioni, gravi lesioni che la pelle mantiene in memoria negli anni, che rendono la pelle più sensibile e aumentano il rischio di sviluppare patologie più gravi, anche a distanza di tempo.

REGOLA N° 3 – PREPARIAMO LA PELLE

Quando l’estate sta per bussare alla porta, spuntano sul mercato diversi integratori alimentari per preparare la pelle all’esposizione solare. Questi integratori generalmente sono composti da mix di estratti vegetali e vitamine con azione antiossidante, in grado sia di alzare le difese immunitarie della pelle (così che si possa restare più tempo sotto i raggi del sole senza sviluppare arrossamento o eritema), sia di migliorare la pigmentazione, rendendola più omogenea e duratura.

Un’ottima alternativa è quella di consumare tanta frutta e verdura, in particolare di colore rosso-arancione, perché ricche di beta-carotene e licopene, due sostanze antiossidanti spesso presenti negli integratori.

REGOLA N° 4 – PROTEGGERE LA PELLE DURANTE L’ESPOSIZIONE

Proteggere adeguatamente la pelle, soprattutto durante le prime esposizioni, è fondamentale, ma gli scaffali dei negozi sono ormai pieni di creme solari. Come scegliere quindi il prodotto più giusto?

Innanzitutto,  bisognerebbe scegliere il livello di protezione secondo il nostro fototipo: chi ha la pelle molto chiara dovrebbe optare per una protezione alta, mentre  chi ha la pelle olivastra o scura può utilizzare una crema con una protezione più bassa. Una buona regola è, comunque, partire con una protezione più alta nei primi giorni di esposizione, andando gradualmente a diminuire, anche per le pelli più scure. Evitare scottature iniziali non solo non danneggia la pelle ma, permette anche di ottenere un’abbronzatura più duratura.

E’ bene ricordarsi anche di rimettere la crema dopo il bagno, sempre che non si utilizzino prodotti resistenti all’acqua.

Un ottimo prodotto solare dovrebbe garantire la protezione in un ampio spettro di lunghezze d’onda e, quindi, coprire tutta la fascia degli UVA e UVB, assicurare un ottimo profilo tossicologico, con la minore penetrazione cutanea possibile ma, soprattutto, avere filtri stabili che non si modifichino sotto l’azione dei raggi solari.

I filtri solari, a un anno dall’apertura, perdono la loro efficacia, perciò sarebbe doveroso comprare ogni anno una crema nuova, per assicurare alla nostra pelle la giusta ed efficace protezione.

REGOLA N° 5 – NON DIMENTICARE DI COCCOLARE LA PELLE DOPO L’ESPOSIZIONE

Dopo l’esposizione al sole, la nostra pelle ha un grande bisogno di idratazione, necessaria per ripristinare il livello idrico epidermico. Ecco perché è fondamentale l’utilizzo di una crema molto nutriente a base di oli e burri che, oltre ad essere idratanti, diano anche un buon apporto di antiossidanti, utili alla nostra cute stressata dal sole.

Tenendo bene a mente che una cute ben idratata mantiene più a lungo il bel colorito conquistato, cerchiamo di non tralasciare quest’ultimo passaggio!

Anche noi di alkemy ci prendiamo cura della pelle del viso e del corpo, prima e dopo l’esposizione al sole.

Grazie alla regina delle nostre formulazioni, la microalga Klamath, diamo un primo livello di protezione solare alla nostra cute. Le alghe sono, infatti, ottimi filtri fisici contro i raggi UV e agiscono, differentemente da quelli chimici che assorbono le radiazioni, riflettendo i raggi solari come fossero uno specchio. Utilizzare un prodotto della linea di nutricosmetica alkemy ES al mattino, prima dell’esposizione, e associarlo ad un prodotto solare, aumenta il livello di protezione nonché di idratazione.

 

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STEP 1 – DETERGERSI

La detersione è uno step molto importante non solo la sera per rimuovere i residui del trucco, ma anche al mattino per preparare la pelle ai successivi trattamenti.

Applica una piccolissima noce di alkemy ES 3.5 crema detergente su viso, collo e décolleté con un delicato massaggio; poi rimuovila risciacquando con acqua o, per le pelli più delicate e intolleranti, con l’aiuto di semplici veline o dischetti di cotone.

 

STEP 2 – PREPARARSI ALL’ESPOSIZIONE

Dopo la detersione, sulla pelle perfettamente pulita, applica una giusta quantità di alkemy ES 3.0, secondo le esigenze della tua pelle. In un solo gesto, andrai a idratare e nutrire la cute, combattere le rughe e preparare la pelle alla successiva esposizione al sole grazie alla capacità riflettente della microalga Klamath.

 

STEP 3 – IDRATARSI

Anche la nostra pelle ha sete ed ecco perché, al termine di una giornata di relax e di sole, è bene lenirla e darle la giusta idratazione.

Cominciando dal corpo, dopo la doccia, applica alkemy ES 3.1 crema corpo nutriente. L’olio di macadamia, di jojoba e di germe di grano idrateranno la tua pelle riducendo la perdita di acqua dell’epidermide e le conferiranno una buona quantità di tocoferoli antiossidanti.

Il burro di albicocca, ricco di fitosteroli, migliora l’effetto barriera, la microcircolazione e la protezione dei raggi UV, mentre i triacilgliceroli contenuti sono utili per un’azione emolliente e lenitiva.

Per la cura del viso, invece, grazie alla freschezza e leggerezza della sua texture, applica alkemy ES 3.2 serum, ricco di olio di jojoba, macadamia e burro di karité. Garantirà la giusta idratazione alla pelle e, con l’azione calmante ed emolliente dell’oleolita di calendula, porterà sollievo alle zone arrossate dal sole.


Infine, poiché diversi studi hanno dimostrato che già dopo pochi minuti di esposizione vengono attivati particolari enzimi (le metalloproteasi) in grado di degradare le proteine del derma, come il collagene, è bene andare ad agire preventivamente anche dall’interno.

 

Margherita Rollino

Dottoressa in Chimica e Tecnologie Chimiche con Master in Industrial Chemistry presso l’Università degli Studi di Milano.

Collaboratrice del Progetto Cariplo “RiceRes”, promosso da Cnr, Università di Milano e Pavia e dalla fondazione Cariplo, diretto alla valorizzazione degli scarti della lavorazione del riso con la tesi di ricerca "Use of enzymes to enhance the solubilization of rice bran protein".

 

 

alkemy IN 0.1 FEED permette di dare al nostro organismo un apporto quotidiano di acido ialuronico, che non solo migliora l’idratazione della pelle (grazie alla sua capacità di trattenere più di mille volte il suo peso in acqua all’interno delle cellule), ma stimola anche la produzione di collagene, molto prezioso.

Il problema cruciale del collagene è che il nostro organismo non è in grado di conservare le scorte, mentre si deteriora lentamente con l’età; da qui nasce il consiglio, vista la sua ricca presenza nel corredo umano, di integralo dall’esterno quotidianamente.

Il consiglio per un utilizzo ottimale è quello di prenderne fino a 60 gocce, una volta al giorno, preferibilmente la sera prima di coricarsi, in poca acqua o direttamente per via sublinguale.



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