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La guida definitiva alla lettura dell’INCI, il primo alleato per una bellezza più consapevole

Postato da Teresa Ingino il

Da donna, non so quanti tipi di creme abbia già spalmato su viso, corpo, piedi e gambe; a partire da quando, da ragazzina, mia mamma me ne ha regalata una di cui ancora ricordo colore e profumo. La crema che mettiamo tutti i giorni è un investimento a lungo termine sulla nostra pelle, un modo per prendersi cura di se stesse e volersi bene.

Sappiamo realmente cosa ci spalmiamo anche due volte al giorno su viso, corpo, mani, gambe e piedi per tutto l'anno?

Lasciando da parte il marketing e la pubblicità, l'unico modo per scegliere in maniera consapevole un cosmetico e riconoscere ovviamente la qualità delle materie prime è guardare le INCI (quella lista di ingredienti scritta in caratteri da lente d’ingrandimento) e la buona etica delle aziende produttrici.

Un consumatore consapevole e responsabile sceglie i prodotti destinati alla cura del corpo e della persona informandosi sugli ingredienti in esso contenuti e, non come spesso capita, per l’importanza della marca, perché glielo consiglia un amico o, ancor peggio, perché attribuisce ad un prezzo alto una qualità eccellente.

L’attenzione alle INCI, quasi sempre indecifrabili, non deve diventare un’ossessione: saperle comprendere, però, è molto importante soprattutto nel caso di allergie presunte verso qualche ingrediente.

Non sempre, infatti, diamo la giusta attenzione a creme, saponi, detergenti, detersivi e indumenti che, venendo a contatto con la pelle, possono risultare rischiosi: basti pensare che alcuni di essi oggi sono responsabili di dermatiti da contatto.

Ma cosa sono queste INCI?

L’INCI è un semplice elenco di tutti gli ingredienti che compongono il prodotto, espresso attraverso una nomenclatura standard internazionale (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients), obbligatoria dal 1997 e poi aggiornata ed entrata in vigore in Italia nel 2007.

A mio parere, l’INCI è molto importante perché rappresenta il DNA delle formulazioni, in un linguaggio univoco per tutti i paesi appartenenti all’Unione Europea.

7 semplici step per imparare a leggere l’INCI 

  • Gli ingredienti sono inseriti in ordine decrescenteai primi posti ci sono quelli presenti in percentuale più alta (a cui bisogna dare importanza soprattutto nel caso in cui siano dannosi): in questa postazione, quasi sempre, troviamo l’acqua.
  • Successivamente, seguono gli ingredienti in quantità minori.
  • Gli ingredienti in quantità <1% sono inseriti senza criterio.
  • Gli ingredienti di derivazione vegetale sono presenti con il nome botanico latino.
  • Con il nome inglese, troviamo gli ingredienti che hanno subito un procedimento di sintesi chimica: non vanno sempre etichettati come componenti dannosi, perché spesso hanno un’origine vegetale.
  • Profumi e fragranze vengono indicati con il termine “parfum” e, nel caso di fragranze ipoallergeniche, “fragrance”.
  • Tutti i coloranti di sintesi artificiale sono riconoscibili perché preceduti dalla sigla CI (Colour Index).

Queste sono delle piccole e semplici regole non esaustive, utili per entrare in confidenza con l’etichetta, ma poi, come spesso capita, ci si imbatte in termini ingannevoli difficili da decifrare.

Ad oggi, anche se per fortuna si è sempre più attenti ed informati sugli alimenti, lo si è ancora poco su indumenti, detersione e cosmetici.

Esistono in commercio moltissimi prodotti per la bellezza ed il benessere a cui si è affezionati, che consumiamo da sempre per svariati motivi, come pubblicità ingannevoli, prezzo conveniente, confezione accattivante e profumo, senza dare importanza al fatto che potrebbero contenere elementi nocivi.

Nei cosmetici, occhio ai nemici della pelle

Ecco quali sono gli ingredienti nocivi e dannosi per l’organismo e l’ambiente, che dobbiamo assolutamente evitare.

Bisogna fare attenzione ai petrolati, sostanze derivanti dal petrolio o dalla sua raffinazione che, oltre ad essere altamente inquinanti e non biodegradabili, hanno un effetto occlusivo.

Su siliconi e parabeni come peg, glicoli, triclosan, EDTA, MEA, TEA,ftalati ci sono ancora pareri discordanti e, insieme a composti chimici come i tensioattivi SLS, SLES, TLS, sono comunemente presenti sugli scaffali e, ancor peggio, nei prodotti destinati alla prima infanzia.

Tralasciando per un attimo il problema delle sostanze nemiche della pelle e assolutamente da evitare (su cui farò prossimamente un approfondimento dettagliato), l’importante è scegliere prodotti che si prendano cura del benessere della pelle senza apportare danni.

L’attenzione nei confronti della cosmesi naturale è in crescita, ma, a mio parere, c’è ancora tanta confusione sull’aggettivo “NATURALE”, che spesso viene utilizzato in maniera errata.

Questo perché purtroppo, e lo dico con amarezza, non c’è ancora una normativa internazionale di riferimento nel settore della cosmetica naturale.

 

Quelli di alkemy sono veri prodotti naturali, che sicuramente spesso non sono performanti dal punto di vista del colore, texture, profumo e stesura, ma che FANNO SEMPLICEMENTE BENE alla nostra PELLE.

Formulazioni compatibili con la pelle e l’ambiente: l’alternativa alla cosmetica tradizionale.

 

Teresa Ingino

Dott.ssa in Farmacia laureata presso l’Università degli studi di Salerno. Specializzata in dermocosmesi : La bellezza estetica legata al benessere integrale.



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