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Combatti infiammazioni e dolori articolari a tavola: la dieta anti radicali liberi

Postato da Debora Cantarutti

Le problematiche a carico delle articolazioni non rappresentano solo un disturbo di natura meccanica, ma sono spesso accompagnate da una sinergia di fattori negativi che impediscono al nostro organismo di ristabilire una situazione di normalità. Questi fattori sono riconducibili alla vita sedentaria, all’utilizzo dell’automobile, all’assunzione di una posizione scorretta da seduti, allo stress psicofisico e all’alimentazione sbagliata.

Il nostro corpo subisce nel tempo una condizione di pressione su alcune aree specifiche, che determina infiammazioni e produzione di radicali liberi. Massaggi, manipolazioni e ginnastica correttiva sono di fondamentale importanza, ma se le nostre cellule, già sofferenti e danneggiate, non vengono aiutate da una corretta alimentazione ricca di sostanze antiossidanti, i dolori si ripresenteranno nuovamente.

L’artrosi è sempre accompagnata da un elevato stress ossidativo per azione diretta dei radicali liberi, molecole altamente instabili in grado di danneggiare tutte le strutture con cui entrano in contatto. Sono talmente potenti da costringere l’organismo a produrre a sua volta radicali liberi superossidi per controllare la loro propagazione. Purtroppo, nelle patologie a carico di ossa e articolazioni, questo peggiora la situazione, aggravando lo stato infiammatorio. L’articolazione interessata da infiammazione, inoltre, libera istamina, che determina vasodilatazione venosa. A causa di quest’azione avremo quindi stasi venosa a carico dei corpi vertebrali, dei legamenti che circondano il midollo e delle articolazioni. La cattiva irrorazione sanguigna provoca la scarsa nutrizione delle vertebre e dei tessuti adiacenti, che diventano più sensibili alle pressioni e alla gravità. Semplificando questo concetto, si verificherà il seguente quadro: le articolazioni non vengono irrorate adeguatamente dal sangue, ne consegue scarso ricambio e quindi legamenti gonfi, che portano a edema per richiamo dei globuli bianchi e aumento dello stress ossidativo, causando dolore articolare e nevralgie.

Il sovrappeso non solo aggrava questo quadro, ma lo amplifica, perché le vitamine liposolubili, tipo la vitamina E o il betacarotene, sono intrappolate e non possono agire come antiossidanti.

Visto che le articolazioni sono il punto in cui il nostro organismo accumula non solo radicali liberi, ma anche acido urico, è essenziale seguire uno stile di vita che deacidifichi l’organismo a partire da una sana alimentazione di tipo alcalino.

Normalmente questi acidi vengono eliminati grazie a una serie di processi fisiologici in grado di mantenere il corretto equilibrio dell’organismo. Le particelle acide migrano dalle cellule al tessuto linfatico che, attraverso una serie di capillari, vasi, gangli, raccoglie le sostanze di rifiuto da tutti i tessuti e poi le riversa nel sangue per l’espulsione. Se viene costantemente prodotto un eccesso di sostanze acide, queste si accumulano portando al nascere di disturbi legati all’acidosi: stanchezza cronica, scarsa concentrazione, sonnolenza, irritabilità, emicranie, crampi muscolari, dolori muscolari e articolari, infiammazioni frequenti, candidosi, cellulite, osteoporosi,artrosi, artrite.

Esistono ampie evidenze nella letteratura scientifica che dimostrano come la dieta giochi un ruolo importante nella gestione dell’equilibrio acido-base. Ogni alimento, infatti, in base alla propria composizione può fornire all’organismo un carico acido (cibo acidificante) oppure sostanze in grado di neutralizzare le scorie acide (cibo alcalinizzante).

Bisognerebbe dunque organizzare la propria alimentazione in modo tale che gli alimenti alcalinizzanti rappresentino circa il 75-80% del consumo giornaliero.

Gli alimenti consigliati sono in genere frutta e vegetali (mele, limoni, insalata, miglio, patate, mandorle, semi di sesamo, mirtilli, broccoli, bieta, carote, sedano, cavoli, fagiolini, cipolle, arance, melassa e, in genere, tutta la frutta e la verdura fresca), con l’aggiunta di un 20% di cibi di origine animale (carne, pesce, crostacei, latte e derivati), ma anche frumento e cereali. Sono cereali (o simil-cereali) alcalinizzanti la quinoa, il miglio e l’amaranto.

In pratica, per ogni alimento acidificante (gli ultimi dell’elenco) se ne scelgono quattro di tipo alcalinizzante.

È fondamentale anche bere molta acqua (circa 2 litri al giorno, lontano dai pasti), anche questa “alcalinizzante”: osservate le etichette delle acque che acquistate, il pH dev’essere superiore a 7.

Noci, soia, avocado: ricchi di vitamina E che favorisce la rigenerazione del tessuto articolare e di vitamina B3 che ne migliora la mobilità e la forza. Broccoli, rape, cipolle, carote (meglio se freschi, sotto forma di centrifugato) e germogli di alfa alfa, prugne secche: ricchi di boro, che contrasta l’osteoporosi riducendone i dolori associati.

È importante ridurre il sale e cercare di sostituirlo con condimenti alcalinizzanti: zenzero, peperoncino, curry, salvia, rosmarino, semi di finocchio e semi di cumino.

Sono da evitare: le carni, le uova, i cibi conservati e zuccherati, ma anche le farine bianche, i lieviti, il grano, il latte e i suoi derivati. Questi alimenti, infatti, sono tra i principali allergeni e le intolleranze alimentari rientrano tra le cause dei fenomeni infiammatori. 

 

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I giovani getti della vite canadese trovano indicazione nel trattamento dell’indurimento fibroso a carico di tendini e legamenti, poiché consentono di controllarne efficacemente la deformazione, e in tutte le forme reumatiche di natura infiammatoria, anche in presenza di dolore intenso. Questo eccezionale gemmoderivato è fondamentale quindi in presenza di iperalgesia e nel trattamento dell’artrite reumatoide e delle aderenze post-infiammatorie.

Il gemmoderivato di abete bianco svolge un’eccellente azione rimineralizzante, favorendo al contempo l’equilibrio minerale e la fissazione del calcio nelle ossa. Aiuta inoltre a combattere la fragilità delle persone anziane o affette da osteoporosi, accompagnata da fenomeni degenerativi a carico delle articolazioni. Grazie alla capacità di fissare il calcio, facilita anche il consolidamento delle fratture. In odontoiatria, trova impiego nella prevenzione e nel trattamento della piorrea o della carie dentaria.

Consigli d’uso: 25 gocce 2 volte al giorno, diluite in poca acqua. 

 

 

Debora Cantarutti

Divulgatrice scientifica, consulente nutrizionale esperta di nutraceutica e nutrigenomica. Docente per Sapere Academy (Milano) e ricercatrice indipendente Superfoods.  Master in Nutrizione Metodo Molecolare. Ideatrice e responsabile del progetto Scienza&Gusto. Socia del GSA, Giornalisti Specializzati Associati di Milano. 

È membro attivo del progetto Quartieri Tranquilli ideato da Lina Sotis, dove presta attività di consulenza ai cittadini per promuovere il corretto stile di vita in ambito nutrizionale. Relatrice nei showcooking organizzati per Expo 2015 e per la Milano Food Week.



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